Marc O'polo Hobo Shopper KpobJyXe

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Marc O'polo Hobo - Shopper KpobJyXe

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Merletto ad ago ed altre passioni

mercoledì 19 gennaio 2011

Nel post precedente avevo spiegato come preparo il cartone, cioè la base del merletto. Oradobbiamo stendere un filo sul contorno, sarà quello su cui ci attaccheremo durante la lavorazione del merletto, in pratica sostituisce la stoffa su cui si lavorano gli sfilati e il reticello. Il sistema che uso è un po' particolare, richiede una preparazione leggermente più lunga ma poi consente di lavorare velocemente e con precisione. Io pratico dei fori lungo il contorno, a una distanza di 2 - 3 mm.Uso il mio magico perforatore che avevo mostrato nell'articolo sugli strumenti di lavoro, ma può essere sostituito da un ago, solo che l'operazione divente un po' faticosa e dolorosa per le dita. Sui libri quest'operazione non è mai raccomandata, perforano direttamente il cartone con l'ago e il filo, mentre posano il filo del tracciato. Io ho provato a saltare questo passaggio, ma impiego molto tempo a capire dove bucare quando vado dal rovescio al diritto, e non riesco ad essere così precisa.  Il filo di contorno viene solo appoggiato sul cartone, tenuto da una serie di punti eseguiti nei buchini che abbiamo fatto. Per il merletto ho deciso di usare il retors d'Alsace n° 12, lo fermerò con un filo da cucire; di solito cerco di usare filo di colore simile a quello del merletto perchè quando si rimuove, alla fine del lavoro, possono restare dei peletti che sono antiestetici se di colore contrastante. Questa volta uso un filo bianco, per rendere visibili i punti. Fisso bene il filo da cucire sul rovescio, con un nodo all'imbastitura che ferma gli strati di cartone, poi esco sul diritto. Per il contorno di solito si usa un filo messo doppio, devo quindi avere un pezzo di filo rosa di lunghezza pari al doppio del contorno. Come si vede dalla foto in alto, lo piego in due e formo un cappio all'interno del quale passo l'ago col filo da cucire. Tiro il filo e fermo il cappio con un puntino fatto rientrando nello stesso buco. Tiro il filo da cucire sul rovescio ed ecco che il mio cappio è fermo, e posso iniziare e stendere il contorno. Giro il cartone sul rovescio, così vedo dove devo infilare l'ago e velocizzo il lavoro Esco sul diritto e rientro nello stesso buchino, "abbracciando il filo del tracciato che resterà fermato da un secondo punto. Proseguo in questo modo lungo tutto il contorno. Il filo dev'essere appoggiato regolarmente, non dev'essere troppo tirato dai punti, e soprattutto non si deve mai passare sul rovescio (succede se si tirano proprio tanto i punti fatti col filo da cucire). Se succedesse verrebbe tagliato con l'imbastitura alla fine, quando si toglie il pizzo dal cartone, e il lavoro non terrebbe insieme. Ecco come si presenta il filo del tracciato: Ecco il contorno finito: A questo punto bisogna ancorare bene la parte terminale a quella iniziale. Con un piccolo uncinetto si fanno passare i due fili della parte terminale nel cappio della parte iniziale Lo stesso risultato si ottiene infilando i due fili in un ago e facendoli passare nel cappio, ho usato l'uncinetto per darmi un po' di tono ;-) L'effetto finale è questo: Ora rimangono da fissare le due codine di filo per qualche cm; una verrà sovrapposta alla parte iniziale e l'altra girata indietro su quella finale, in modo da non creare troppo spessore, e vengono fissate con alcuni punti fatti sopra i precedenti dell'imbottitura. Io che sono un po' ansiosa e ho sempre paura di disfare tutto a questo punto passo le codine del tracciato sul rovescio e le taglio lasciandone qualche cm, ma credo che, una volta fermate per qualche cm sui due lati si potrebbero anche tagliare sul diritto. Questo è il contorno pronto per iniziare il merletto Le merlettaie vere, quelle di Burano, usano un sistema molto più rapido: fanno il contorno con un punto lungo con la macchina da cucire, e avvolgono su questo il filo del tracciato. Le mie abilità con la macchina da cucire non sono tali da poter seguire dei contorni complessi con precisione, quindi preferisco utilizzare questo metodo antico, che usano in Francia, Belgio e Inghilterra. Anche i materiali sono diversi: utilizzano più strati di carta paglia sui quali appoggiano il disegno, tracciato al rovescio su della carta da lucido. si può scaricare la versione PDF del tutorial
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6 ottobre 2017 19:57

grazie è uno spettacolo

dott ALESSANDRO PROTA

DVM ALESSANDRO PROTA - NAPOLI - ITALY

ESAME NEUROLOGICO MIELOGRAFIE ERNIE DISCALI FRATTURA VERTEBRALE CAUDA EQUINA WOBBLER MESOTERAPIA PARAVERTEBRALE VISITE SU APPUNTAMENTO CONTATTI 3393201159 alessandro.prota@virgilio.it
Le fratture della colonna vertebrale spesso sono la conseguenza di cadute dall’alto o incidenti stradali ,ma avvolte possono presentarsi anche a seguito di semplici scivolate in ambiente domestico ,colpi contundenti sulla schiena(es la tapparella delle finestre ) Le fratture vertebrali sono di diversi tipi: in ogni caso tutte devono preoccupare il soccorritore, a causa dei potenziali effetti sull'integrità del canale vertebrale e del danno midollare che ne può conseguire Nei gatti spesso le fratture sono dovute a traumi di forte intensita’ che creano uno slittamento dorsale del corpo vertebrale con una riduzione superiore del 50% del canale vertebrale ,cio’ comporta una lesione imponente del midollo con ematomi ed avvolte discontinuita’ del midollo. Prima di affrontare una operazione e’ fondamentale accertarsi della presenza del dolore profondo, avvolte pero’ questo anche se non presente puo’ comunque dare speranza in una ripresa . Infatti in alcuni casi dopo una terapia antinfiammatoria e antiedemigena c’e’ la ricomparsa del dolore profondo ,quindi prima di emettere una prognosi infausta bisogna aspettare almeno 24-48 ore dall’evento traumatico. La ripresa puo’ essere molto lunga quindi importante e’ sapere attendere . . La maggior parte delle lesioni midollari è in realtà determinata dall'ipossia, che può essere secondaria a una lesione vascolare, a uno spasmo o a una compressione dei vasi arteriosi causata da edema del midollo spinale. Il trauma, infatti, può provocare la rottura o lo spasmo delle arterie che irrorano il midollo, causandone l'ipossia, con conseguente malfunzionamento e infarto. E, anche quando non si verifichino la rottura o lo spasmo dei vasi, la struttura rigida del canale vertebrale e la scarsa possibilità di espansione del midollo spinale fanno sì che il ri¬gonfiamento post traumatico del midollo stesso possa causare compressione dei vasi, conseguente riduzione dell'apporto ematico. Dopo un trauma al midollo il flusso ematico diminuisce fino al 70/80% del valore normale a causa dell’edema La chirurgia consiste in stabilizzare e allineare la colonna vertebrale attraverso l’uso di staffe o viti e chiodi con cemento sterile. STABILIZZAZIONE CON STAFFA: Spesso specie le staffe vanno rimosse dopo alcuni mesi a guarigione ottenuta perche’ col movimento del gatto possono spezzarsi i fili di acciaio e quindi si ha la mobilizzazione della staffa. Fondamentale la Fisioterapia nel postoperatorio e la somministrazione di sostante Neurotrofiche
Pubblicato da Alessandro Prota a
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5 maggio 2012 03:18

carissimo dottore le voglio porre per piacere un quesito..alcuni giorni fà il mio cane una femmina di dogue di bordeaux ha deciso di saltare dalla finestra del primo piano è stata ricoverata presso una clinica e hanno effettuato una risonanza magnetica che ha evidenziato un edema spinale di circa 10 cm all'altezza del t10 t 11.purtroppo Anastasia non ha recuperato ancora il dolore profondo.ho sentito diversi pareri medici....tutti abbastanza diversi tra loro, sarei felice di conoscere il suo.Adirittura un medico mi ha dato una cura di cortisone e un'altro mi ha detto che non serve a nulla....mi aiuti a uscire da questo tunnel ....per piacere

Caso Marte Furla Portafogli I0Gs62SnjG
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